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Ho a disposizione un notebook piuttosto “datato” (è di mio padre) su cui fare alcuni esperimenti: dal momento che lo stesso è equipaggiato con 128Mb di RAM… le “soluzioni” possibili - e, possibilmente, “attive” - sono davvero poche; basti pensare che Xubuntu si “rifiuta” d’effettuare il boot! Una soluzione c’è: si chiama Fluxbuntu ed è un fork di Ubuntu (l’ennesimo) che “sfrutta” Fluxbox, un desktop environment molto leggero.
Come avrete “intuito” dal titolo, però, esiste un problema - a dire il vero, non del tutto indifferente! - con questa distribuzione: il ciclo di sviluppo è “fermo” alla versione 7.10 (ovvero, “Gutsy Gibbon”) RC… benché esista un progetto su Launchpad che “lavora” al trunk di Fluxbuntu/Hardy, decisamente in ritardo sul rilascio di Ubuntu (e con nessuna garanzia). Ciò significa, in sommi capi, che si riscontrano problemi di localizzazione e aggiornamenti già “obsoleti”.
A fronte di ciò, la distribuzione utilizza gli archivi ufficiali del progetto principale: sarà quindi piuttosto “elementare” procedere all’aggiornamento manuale, cambiando i repository in sources.list. Così facendo, verrà disinstallato il meta-pacchetto fluxbuntu-desktop (in realtà, pressoché inutile) e - corretti gli archivi auto-removibili… ndFM - sarà possibile utilizzare un kernel aggiornato: nativamente, infatti, veniva installato il branch 2.6.22!
Personalmente, non sono ancora riuscito ad avviare uxterm (a causa dei problemi d’internazionalizzazione, di cui sopra), né a “tradurre” il DE in italiano… ma, superato il “gap“ con le applicazioni di Fluxbuntu - che non avevo mai utilizzato prima -, l’utilizzo risulta piuttosto versatile e il sistema appare “fluido” anche con 32Mb di RAM condivisa con la scheda video. Da tenere d’occhio.